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Rione XIX

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Il Colosseo

altre pagine Spettacoli nel Colosseo

Roma fu sempre diffidente nei confronti degli edifici di spettacolo a carattere fisso; teatri e anfiteatri furono quindi costruiti abbastanza tardi (il primo teatro in muratura fu quello di Pompeo, inaugurato nel 55 a.C. e bisognerà aspettare il regno di Augusto per avere il primo anfiteatro stabile, quello di Statilio Tauro, in Campo Marzio). Furono i Flavi a regalare alla città un grandioso edificio per gli spettacoli: il Colosseo. La costruzione cominciò sotto il regno di Vespasiano, e interessò la valle tra Palatino, Esquilino e Celio, proprio nella zona che Nerone aveva occupato con il garnde lago artificiale della Domus Aurea. Dopo la morte di Vespasiano fu Tito a portare a termine i lavori e a dedicare l’edificio nell’80 d.C., con una cerimonia di cento giorni, durante i quali furono uccise ben 5000 fiere. Fu comunque solo sotto Domiziano, figlio di Vespasiano e fratello di Tito, che l’anfiteatro fu rifinito in tutti i particolari. E’ l’anfiteatro più grande dell’antichità: la pianta è ellittica, con l’asse longitudinale di 188 metri e quello trasversale di 156, l’altezza raggiunge quasi i 50 metri.

L’anello esterno dell’edificio è tutto in travertino, con una serie di arcate sovrapposte e decorate sui pilastri che le sostengono da semicolonne tuscaniche (1), ioniche (2) e corinzie (3), più l’attico che non ha arcate ma lesene corinzie che inquadrano finestre quadrangolari. Alla cornice dell’attico era fissato il velarium, che riparava gli spettatori dal sole e che era manovrato dai marinai di Capo Miseno. Dalle arcate del pianterreno, che erano numerate, si accedeva alle scalinate che portavano ai diversi settori della cavea: esistevano diverse categorie di posti, ma sedersi da una parte o da un’altra non dipendeva da quanto si pagava (perché l’ingresso era gratuito per tutti), ma dal posto che si occupava nella società: così gli imperatori, i consoli, i senatori e le vestali avevano i posti migliori, proprio in prossimità dell’arena (ma protetti da una rete e da una squadra di arcieri, che intervenivano nel caso in cui qualche animale malintenzionato avesse tentato di assalire questi importanti spettatori); dietro di loro sedevano i normali cittadini, mentre i posti peggiori, dove si poteva assistere agli spettacoli solo stando in piedi o su sedili in legno, erano riservati agli schiavi e alle donne, che non potevano sedere tra gli uomini perché Augusto, volendo mantenere alta la moralità del suo popolo, dispose che i due sessi dovessero restare divisi, così per evitare ogni tentazione. Comunque ci si consolava assistendo agli spettacoli: probabilmente le “battaglie navali” (naumachie) si svolsero solo sotto Vespasiano, perché Domiziano creò i sotterranei in muratura dell’arena. Da Domiziano in poi infatti gli autori antichi ci parlano solo di cacce di animali selvatici (venationes), esecuzioni capitali (damnatio ad bestias), combattimenti tra gladiatori (munera). IL Colosseo, che deve il nome alla colossale statua bronzea di Nerone che sorgeva lì vicino, fu colpito da incendi, terremoti, e allagamenti, che richiesero vari restauri. Oltre a questo, gli spettacoli furono spesso limitati dagli imperatori cristiani, fino al 532 d.C., quando si svolse l’ultima venatio, concessa da Teodorico al console che voleva festeggiare la sua carica. Ma fu appunto l’ultima volta.

Sara Pietrantoni

1. Ordine architettonico in cui il capitello è simile a quello dorico (formato cioè dall’echino e dall’abaco), ma la colonna ha la base che nel dorico manca.
2. Le colonne ioniche si caratterizzano per il capitello decorato da elementi ovoidali e da due ampie volute.
3. L’ordine corinzio prevede un capitello decorato da foglie d’acanto.
 
 

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Il Rione Trevi nel centro storico