| Il
Colosseo 
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Spettacoli
nel Colosseo
Roma
fu sempre diffidente nei confronti degli edifici di spettacolo a
carattere fisso; teatri e anfiteatri furono quindi costruiti abbastanza
tardi (il primo teatro in muratura fu quello di Pompeo, inaugurato
nel 55 a.C. e bisognerà aspettare il regno di Augusto per
avere il primo anfiteatro stabile, quello di Statilio Tauro, in
Campo Marzio). Furono i Flavi a regalare alla città un grandioso
edificio per gli spettacoli: il Colosseo. La costruzione cominciò
sotto il regno di Vespasiano, e interessò la valle tra Palatino,
Esquilino e Celio, proprio nella zona che Nerone aveva occupato
con il garnde lago artificiale della Domus Aurea. Dopo la morte
di Vespasiano fu Tito a portare a termine i lavori e a dedicare
l’edificio nell’80 d.C., con una cerimonia di cento
giorni, durante i quali furono uccise ben 5000 fiere. Fu comunque
solo sotto Domiziano, figlio di Vespasiano e fratello di Tito, che
l’anfiteatro fu rifinito in tutti i particolari. E’
l’anfiteatro più grande dell’antichità:
la pianta è ellittica, con l’asse longitudinale di
188 metri e quello trasversale di 156, l’altezza raggiunge
quasi i 50 metri. |
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L’anello
esterno dell’edificio è tutto in travertino, con una
serie di arcate sovrapposte e decorate sui pilastri che le sostengono
da semicolonne tuscaniche (1), ioniche (2) e corinzie (3), più
l’attico che non ha arcate ma lesene corinzie che inquadrano
finestre quadrangolari. Alla cornice dell’attico era fissato
il velarium, che riparava gli spettatori dal sole e che era manovrato
dai marinai di Capo Miseno. Dalle arcate del pianterreno, che erano
numerate, si accedeva alle scalinate che portavano ai diversi settori
della cavea: esistevano diverse categorie di posti, ma sedersi da
una parte o da un’altra non dipendeva da quanto si pagava
(perché l’ingresso era gratuito per tutti), ma dal
posto che si occupava nella società: così gli imperatori,
i consoli, i senatori e le vestali avevano i posti migliori, proprio
in prossimità dell’arena (ma protetti da una rete e
da una squadra di arcieri, che intervenivano nel caso in cui qualche
animale malintenzionato avesse tentato di assalire questi importanti
spettatori); dietro di loro sedevano i normali cittadini, mentre
i posti peggiori, dove si poteva assistere agli spettacoli solo
stando in piedi o su sedili in legno, erano riservati agli schiavi
e alle donne, che non potevano sedere tra gli uomini perché
Augusto, volendo mantenere alta la moralità del suo popolo,
dispose che i due sessi dovessero restare divisi, così per
evitare ogni tentazione. Comunque ci si consolava assistendo agli
spettacoli: probabilmente le “battaglie navali” (naumachie)
si svolsero solo sotto Vespasiano, perché Domiziano creò
i sotterranei in muratura dell’arena. Da Domiziano in poi
infatti gli autori antichi ci parlano solo di cacce di animali selvatici
(venationes), esecuzioni capitali (damnatio ad bestias), combattimenti
tra gladiatori (munera). IL Colosseo, che deve il nome alla colossale
statua bronzea di Nerone che sorgeva lì vicino, fu colpito
da incendi, terremoti, e allagamenti, che richiesero vari restauri.
Oltre a questo, gli spettacoli furono spesso limitati dagli imperatori
cristiani, fino al 532 d.C., quando si svolse l’ultima venatio,
concessa da Teodorico al console che voleva festeggiare la sua carica.
Ma fu appunto l’ultima volta.
Sara Pietrantoni
1.
Ordine architettonico in cui il capitello è simile a quello
dorico (formato cioè dall’echino e dall’abaco),
ma la colonna ha la base che nel dorico manca.
2. Le colonne ioniche si caratterizzano per il capitello decorato
da elementi ovoidali e da due ampie volute.
3. L’ordine corinzio prevede un capitello decorato da foglie
d’acanto. |