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Origini e storia del Rione Celio Il
nome del rione è legata alla leggenda dell’eroe etrusco Celio
Vibenna, che avrebbe aiutato, assieme al fratello Aulus, il futuro re
Servio Tullio a conquistare il colle. La zona corrisponde alla II regione
augustea, ed è formata da diverse alture: il Caelius, che corrisponde
pressappoco all’area di Villa Celimontana, il Caeliolus, cioè
la zona della chiesa dei SS. Quattro Coronati, e la Succusa, che si trova
tra le prime due. Il colle (che probabilmente era conosciuto anche col
nome di Querquetulanus per i querceti che lo ricoprivano) in età
romana era occupato da poche, ma ricche abitazioni; da templi, come quelli
di Claudio, di Ercole Vincitore; da edifici pubblici, come il Macellum
Magnum costruito da Nerone nel 59 d.C. e i Castra Peregrina (caserme per
distaccamenti di truppe provinciali), nella zona di S. Stefano Rotondo.
Si trovavano qui anche alcuni edifici legati al Colosseo: le caserme in
cui venivano preparati i gladiatori (Ludus Magnus, Dacius, Matutinus e
Gallicus), lo Spoliarum (l’obitorio), il Sanarium (una specie di
pronto soccorso) e l’Armamentarium (l’arsenale). Nel Medioevo
e nel Rinascimento il colle è poco abitato; occupato soprattutto
da luoghi di culto e da ville; l’unica fascia urbanizzata è
la via di S. Giovanni in Laterano, aperta da papa Sisto V (1585-1590)
e percorsa dai cortei ogni volta che il papa, che era ed è anche
vescovo di Roma, si recava a prendere possesso della basilica di S. Giovanni.
Dopo il 1870 si comincia a costruire in maniera più intensa sul
colle, vista la sua posizione prossima al centro della città. La
zona interessata è ancora via di S. Giovanni in Laterano. Nel 1885
si decise di costruire sul colle anche l’ospedale militare. Ulteriori
modifiche all’aspetto del rione (creato nel 1921 con la suddivisione
del rione X Campitelli) sono dovute all’allargamento e all’apertura
di nuove strade nella prima metà del ‘900. |
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